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Scrivevo tempo addietro che con la gestione Rossella il TG5 era diventato peggio di Novella 2000: pochissima politica, i cui fatti venivano comunque esposti scrupolosamente sotto traccia, e grande spazio alla cronaca. Meglio ancora se di bassissima lega: gran giubilo a Pizzighettone per il parto gemellare della signora Cesira, lite condominiale a Cernusco sul Naviglio fra la signora Silvestra e l'amante del di lei marito, inaugurazione della Pizzeria da Ciccillo a Lentate sul Seveso con la partecipazione speciale della nota cantante Zaira di Lambrate, e via bischerando.
Mi sbagliavo; o, meglio, non avevo previsto che con l’avvicinarsi delle elezioni anche il TG5 – come tutte le altre testate radiotelevisive, e non solo – avrebbe cambiato registro.
Nella faccenda Unipol/Generali/DS gli esempi di questo arruolamento dell’ultim’ora del TG5 non sono mancati, ma ieri sera si è raggiunto l’apice quando, presentando il servizio sull'intervista del produttore tunisino Tarak Ben Ammar (quello che, a detta del Presidente del Consiglio, gli avrebbe raccontato delle pressioni dei DS su Antoine Bemheim, presidente di Generali affinchè cedesse alla Unipol il portafoglio Generali sulle azioni BNL, ), è stato anticipato che il medesimo avrebbe asserito che i Ds non fecero pressioni politiche sulla faccenda Unipol, ma un forte interessamento sì.
Poi parte l’intervista e ascolti Tarak dire semplicemente: “Non ho mai parlato di pressioni in favore di Unipol per l’OPA della BNL”. Stop: del forte interessamento anticipato dalla Buonamici nel lancio del servizio nessuna traccia; il che ha fatto scrivere a Sebastiano Messina che il TG5 “è riuscito nell’impresa più difficile: taroccare Tarak”.
Temo che dovremo abituarci a tutto questo: l’incombere delle elezioni falserà ogni tipo di informazione, da qualsiasi parte provenga, e privilegerà alcune notizie a favore di altre e altre ancora le taroccherà clamorosamente.
Sta a noi mantenere vigile il nostro discernimento critico; nei confronti di tutta l'informazione, qualunque sia la sua collocazione politica e qualunque sia l'editore di riferimento.
D’altronde la tendenza non è di ora.
Tempo fa è stata stuprata una ragazza a Bologna da un extracomunitario. Negli stessi giorni è stata uccisa con sette coltellate e investita con la macchina una ragazza a Biella da un italiano. Quasi in contemporanea è stata uccisa davanti alla figlioletta una donna italiana dall’ex marito italiano con due colpi di pistola alla testa a Chivasso.
Le reti televisive e i giornali hanno dedicato un grande spazio all’episodio di Bologna e uno marginale a quelli di Biella e di Chivasso.
Lo stupro di un extracomunitario fa più notizia di un omicida italiano. Lo stupro extracomunitario è evidentemente elettorale.
Un omicida italiano non è elettorale.
E potremmo andare avanti: gli sbarchi in Sicilia sono elettorali. Le centinaia di omicidi di mafia in Sicilia (e di ndrangheta e camorra altrove) non sono elettorali.
Le rapine in villa da parte di extracomunitari sono elettorali. Il pizzo chiesto dal racket in tre quarti dell’Italia non è elettorale.
Le donne italiane segregate in casa da parte di mariti maghrebini sono elettorali. Gli omicidi di donne italiane separate da parte degli ex mariti italiani non sono elettorali.
Gli attentati (potenziali) da parte di islamici in Italia sono elettorali. La mafia (reale) non è elettorale.
E, allora, vi propongo un’esercitazione: nulla più di un gioco.
Invece di iniziare la solita catena nominando cinque bloggers e invitandoli a scrivere cosa secondo loro è elettorale e cosa invece non lo è, vi invito a esercitarvi qui rispondendo a questa semplice domanda: “Quali argomenti, quali avvenimenti a vostro giudizio, in questo preciso momento, sono da considerarsi elettorali e quali no per i giornali, TV e media del nostro Paese?”.
Non è necessario che, nel rispondere siate politicamente corretti (i media sono tutti, chi più chi meno, ugualmente colpevoli, a destra come a sinistra).
Anzi, è richiesto che siate manifestamente di parte, meglio ancora se sfacciatamente faziosi.
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